La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio posizionata dietro l’iride. È la causa più comune di perdita visiva reversibile e l’intervento di cataratta è la procedura chirurgica più eseguita al mondo — oltre 600.000 interventi ogni anno solo in Italia.
Introduzione
La cataratta è una condizione caratterizzata dalla progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio responsabile della messa a fuoco delle immagini. Con il tempo, la perdita di trasparenza del cristallino comporta una riduzione della qualità visiva, che può interferire con le normali attività quotidiane.
La cataratta è la prima causa di cecità reversibile nel mondo, responsabile di circa il 33% dei casi. In Italia vengono eseguiti oltre 700.000 interventi di cataratta ogni anno, rendendola l’operazione chirurgica più frequente nel paese. Grazie alle tecniche microchirurgiche moderne, i risultati sono eccellenti nella grande maggioranza dei casi.
Si tratta di una delle cause più frequenti di calo visivo nella popolazione adulta e anziana. La valutazione specialistica consente di definire il corretto inquadramento clinico e le eventuali indicazioni terapeutiche.
Cos’e’ la cataratta
Il cristallino è una struttura trasparente situata dietro l’iride, fondamentale per la corretta focalizzazione della luce sulla retina. Con l’avanzare dell’età, le sue fibre possono perdere progressivamente trasparenza, determinando la formazione della cataratta.
Questo processo è generalmente lento e progressivo. In alcuni casi può essere accelerato da fattori come:
- Traumi oculari
- Patologie sistemiche (ad esempio diabete)
- Terapie farmacologiche prolungate (es. corticosteroidi)
- Precedenti interventi oculari
La cataratta non è una “membrana” che cresce sull’occhio, ma un’alterazione interna del cristallino.
Quali sono i sintomi
I sintomi variano in base al grado di opacizzazione e alla localizzazione della cataratta. Tra i più frequenti:
- Visione offuscata o annebbiata
- Riduzione della sensibilità al contrasto
- Abbagliamento in presenza di luce intensa
- Difficoltà nella guida notturna
- Alterazione della percezione dei colori
- Necessità frequente di cambiare gradazione degli occhiali
Il peggioramento visivo è generalmente graduale, ma può diventare significativo nel tempo.
Come si effettua la diagnosi
La diagnosi viene effettuata mediante visita oculistica specialistica, che comprende:
- Valutazione dell’acuità visiva
- Esame biomicroscopico del segmento anteriore
- Valutazione del fondo oculare
- Misurazione della pressione intraoculare
Quando indicato, possono essere eseguiti esami strumentali di approfondimento per valutare lo stato delle strutture oculari posteriori.
Una corretta diagnosi è fondamentale per distinguere la cataratta da altre condizioni che possono causare riduzione visiva.
In presenza di patologie retiniche associate, può essere indicata una valutazione specialistica dedicata.
Quando è indicato l’intervento
Non esiste un grado “obbligatorio” di maturazione della cataratta per procedere all’intervento.
L’indicazione chirurgica viene valutata in base a:
- Entità del disturbo visivo
- Impatto sulle attività quotidiane
- Esigenze lavorative e personali
- Stato generale dell’occhio
La decisione è sempre personalizzata e condivisa con il paziente dopo valutazione specialistica.
In cosa consiste l’intervento
Il trattamento della cataratta è chirurgico.
L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato e nella sua sostituzione con una lente intraoculare artificiale (IOL). La procedura viene generalmente eseguita in anestesia locale ed è di breve durata.
Prima dell’intervento viene effettuata una valutazione biometrica per il calcolo della lente intraoculare più appropriata.
Ho eseguito 366 interventi di cataratta come primo operatore, incluso un training ad alto volume presso il Barrada Eye Centre del Cairo. Questa esperienza mi consente di gestire con sicurezza i casi standard e molte delle varianti chirurgiche più complesse.
Decorso post-operatorio
Il recupero visivo è generalmente rapido e progressivo nei giorni successivi all’intervento.
Il percorso post-operatorio prevede:
- Terapia topica con colliri
- Controlli programmati
- Monitoraggio dell’andamento visivo
In alcuni casi, a distanza di tempo, può verificarsi un’opacizzazione della capsula posteriore (cosiddetta “cataratta secondaria”), trattabile con procedura laser ambulatoriale.
Domande frequenti
L’intervento di cataratta è doloroso?
La procedura viene eseguita in anestesia locale e generalmente non è dolorosa. Il paziente può avvertire una lieve sensazione di pressione, ma non dolore significativo.
Quanto dura il recupero visivo?
Il miglioramento visivo inizia già nei primi giorni, ma la stabilizzazione completa può richiedere alcune settimane.
La cataratta può tornare?
La cataratta non può riformarsi, poiché il cristallino viene rimosso. Può tuttavia comparire un’opacizzazione della capsula posteriore, trattabile con laser.
È necessario operare entrambe le cataratte insieme?
Generalmente gli interventi vengono eseguiti separatamente, a distanza di tempo, secondo indicazione specialistica.
Conclusione
La cataratta è una condizione frequente e generalmente trattabile con elevato grado di sicurezza. Una valutazione specialistica consente di definire tempi e modalità dell’intervento, nell’ambito di un percorso clinico personalizzato.
📚 Approfondimento: Linee guida ESCRS (European Cataract & Refractive Surgery) | American Academy of Ophthalmology
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Quanto è diffusa la cataratta?
La cataratta è la prima causa di cecità reversibile nel mondo e la procedura chirurgica più eseguita in assoluto. In Italia vengono operati oltre 600.000 pazienti ogni anno. Dopo i 70 anni, circa il 70% delle persone presenta un certo grado di opacità del cristallino. Non è una malattia: è un processo fisiologico dell’invecchiamento — ma quando limita la qualità della vista, si interviene.
Come si sviluppa la cataratta
Il cristallino è una lente naturale trasparente posizionata dietro l’iride. Con il passare degli anni, le proteine che lo compongono si denaturano e si aggregano, causando una progressiva opacizzazione. Questo processo è lento: possono passare anni prima che la cataratta diventi visivamente significativa.
Esistono diversi tipi di cataratta in base alla sede dell’opacità:
- Cataratta nucleare: colpisce il centro del cristallino. Causa una progressiva miopia (il paziente vede meglio da vicino per un po’) e un ingiallimento della visione. È la forma più comune nell’anziano.
- Cataratta corticale: opacità a raggiera nella periferia del cristallino. Causa abbagliamento alla guida notturna.
- Cataratta sottocapsulare posteriore: opacità nella parte posteriore del cristallino. Colpisce spesso pazienti più giovani (diabetici, uso di corticosteroidi) e causa marcata difficoltà alla lettura e abbagliamento.
La diagnosi della cataratta
La cataratta si diagnostica con una visita oculistica completa. L’esame alla lampada a fessura permette di visualizzare direttamente l’opacità del cristallino e classificarne il grado. Esami aggiuntivi come la biometria oculare (per calcolare il potere della lente intraoculare) e l’OCT maculare (per escludere patologie retiniche concomitanti) vengono eseguiti prima dell’intervento.
L’intervento di cataratta
L’intervento di cataratta (facoemulsificazione) è uno dei più sicuri e standardizzati della medicina moderna. Dura circa 15-20 minuti, si esegue in anestesia locale (gocce) e non richiede ricovero. Il cristallino opaco viene frantumato con ultrasuoni e aspirato, poi viene impiantata una lente intraoculare (IOL) artificiale permanente. Se ti stai chiedendo quando operarti, leggi ho la cataratta: aspetto o mi opero?
Le lenti intraoculari moderne offrono diverse opzioni:
- IOL monofocali: la scelta standard, correggono la visione da lontano. Servono occhiali da vicino dopo l’intervento.
- IOL multifocali o EDOF: correggono sia da lontano che da vicino, riducendo la dipendenza dagli occhiali. Non sono adatte a tutti i pazienti.
- IOL toriche: correggono anche l’astigmatismo preesistente.
Dopo l’intervento
Il recupero visivo è rapido: la maggior parte dei pazienti nota un miglioramento significativo già dal giorno successivo. Servono colliri antinfiammatori e antibiotici per circa 4 settimane. I controlli postoperatori sono in genere a 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dall’intervento. Le complicanze gravi sono rare (meno dell’1%), ma includono infezione (endoftalmite), edema maculare cistoide e distacco di retina.
La cataratta secondaria (opacizzazione della capsula posteriore) può verificarsi mesi o anni dopo l’intervento nel 20-30% dei casi, ma si risolve in pochi secondi con una capsulotomia YAG laser ambulatoriale — ne ho eseguite oltre 205.
Quando contattarmi
Se noti un calo progressivo della vista, difficoltà alla guida notturna per abbagliamento, colori sbiaditi o necessità di cambiare spesso la prescrizione degli occhiali, potrebbe essere cataratta. Una visita oculistica chiarirà la situazione. Contattami per prenotare una valutazione.
Patologie correlate
La cataratta si associa frequentemente ad altre condizioni oculari. Il glaucoma va sempre valutato prima dell’intervento (la chirurgia della cataratta può migliorare il controllo pressorio nel glaucoma ad angolo chiuso). La degenerazione maculare e le patologie retiniche vanno escluse con OCT prima dell’intervento per garantire aspettative realistiche sul recupero visivo. Le uveiti croniche possono causare cataratta precoce. La superficie oculare deve essere ottimizzata prima della chirurgia per calcoli biometrici accurati.
Fonti e approfondimenti
- AAO Cataract PPP — AAO: linee guida cataratta
- ESCRS — European Society of Cataract and Refractive Surgeons
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